In Breve
- Perché le aziende energetiche non possono permettersi downtime durante le migrazioni IT?
- Le interruzioni prolungate comprometterebbero la continuità operativa e il monitoraggio degli asset.
- Quali sono le sfide principali nella migrazione dei sistemi informativi?
- Le piattaforme sono spesso personalizzate e possono contenere dati duplicati e dipendenze non documentate.
- Come si può minimizzare il downtime durante una migrazione?
- Adottando una strategia di migrazione che consenta di trasferire dati con il sistema esistente in funzione.
Le aziende che gestiscono infrastrutture energetiche si trovano a fronteggiare una sfida cruciale: garantire la continuità operativa durante le migrazioni dei sistemi informativi. In un contesto in cui la domanda di energia è in costante aumento, dovuta all’espansione dell’intelligenza artificiale, dei veicoli elettrici e delle energie rinnovabili, le interruzioni prolungate non sono un’opzione.
La complessità dei sistemi energetici è accentuata dalla necessità di un accesso costante ai dati e ai sistemi di supporto. I data center, che rappresentano una quota significativa del consumo elettrico, richiedono più energia del previsto, con circa il 6% del consumo totale registrato in paesi come Regno Unito e Stati Uniti.
I sistemi informativi, che comprendono ERP, finanza, approvvigionamento, HR e customer care, sono essenziali per il funzionamento delle aziende e devono rispettare vincoli normativi anche durante le trasformazioni. Tuttavia, molte di queste piattaforme sono frutto di decenni di personalizzazioni e modifiche, generando un ambiente complesso con dati duplicati e dipendenze non documentate.
Prima di procedere con una migrazione, è fondamentale mappare l’assetto informativo, distinguendo i dati critici da quelli da conservare solo per obblighi normativi. Questo processo di pulizia e archiviazione non solo riduce la dimensione della migrazione, ma migliora anche la qualità del sistema di destinazione.
Inoltre, le normative in evoluzione spingono verso una gestione più rigorosa dei dati. A partire da gennaio 2026, il quadro di best practice sui dati sarà esteso ai codici di settore, richiedendo che i dati siano governati in base al loro valore. Ciò implica che anche i test richiedono copie realistiche dei dati di produzione, che devono essere protette per evitare rischi operativi e di compliance.
Le opzioni operative per la migrazione variano, dalla migrazione a fasi al “big bang”. Tuttavia, una strategia che minimizza il downtime, trasferendo la maggior parte dei dati con il sistema esistente in funzione e sincronizzando le modifiche, è spesso la più efficace. Questo approccio consente di bilanciare velocità e continuità, garantendo che i processi critici possano continuare senza interruzioni.
È essenziale testare il passaggio e concordare le responsabilità tra i team tecnici e operativi, con una chiara comprensione dei processi che possono essere sospesi. L’obiettivo finale non è solo il go-live, ma anche la creazione di un nucleo pulito e di dati ben governati, che faciliteranno modifiche future, l’adozione di tecnologie emergenti come l’IA e la migrazione al cloud.
Per le aziende energetiche, l’evoluzione dei sistemi informativi è un processo continuo, progettato per consentire cambiamenti senza compromettere l’operatività. In un settore in rapida evoluzione, la capacità di adattarsi e innovare è fondamentale per rimanere competitivi e soddisfare le crescenti esigenze del mercato.

