Attentato a Sigfrido Ranucci: Identificato l’intermediario Gomes Celesio Tavares

L'inchiesta sull'attentato a Sigfrido Ranucci ha portato all'identificazione di Gomes Celesio Tavares come intermediario. Scopri i dettagli dell'indagine.

Immagine dell'attentato a Sigfrido Ranucci

In Breve

Chi è Gomes Celesio Tavares?
Gomes Celesio Tavares è un 47enne di origine camerunense identificato come intermediario nell'attentato a Sigfrido Ranucci.
Quali sono le accuse contro Valter Lavitola?
Valter Lavitola è accusato di strage aggravata dal metodo mafioso.
Chi sono i presunti esecutori dell'attentato?
I presunti esecutori includono Pellegrino D’Avino, Saverio Mutone e Antonio Passariello, arrestati dalle autorità.

L’inchiesta sull’attentato al giornalista Sigfrido Ranucci ha fatto un importante passo avanti con l’individuazione di Gomes Celesio Tavares, un 47enne di origine camerunense, come intermediario tra i mandanti e gli esecutori dell’attacco. Valter Lavitola, noto imprenditore, è stato iscritto nel registro degli indagati con l’accusa di strage aggravata dal metodo mafioso.

Secondo le ricostruzioni degli inquirenti, Tavares avrebbe svolto un ruolo cruciale nel facilitare la comunicazione tra chi ha ordinato l’attentato e i presunti esecutori. Attualmente, i presunti esecutori sono stati arrestati o indagati: in carcere si trovano Pellegrino D’Avino, Saverio Mutone e Antonio Passariello, mentre Marika De Filippis è agli arresti domiciliari. Luca Amato risulta indagato.

Le prove raccolte dagli investigatori includono intercettazioni ambientali e telefoniche, localizzazioni e analisi dei telefoni sequestrati, oltre a verifiche sui veicoli utilizzati. Il nome di Tavares era già emerso negli atti prima dell’esplosione: un mese prima, i carabinieri del Nucleo investigativo di Roma lo avevano localizzato nei pressi dell’abitazione di Ranucci a Campo Ascolano, mentre era in contatto telefonico con Lavitola.

Inoltre, risulta che Tavares abbia fornito al gruppo l’auto della moglie, una Renault Mégane, utilizzata nelle fasi preparatorie dell’attentato. Dopo l’esplosione, Tavares ha lasciato rapidamente l’Italia; in alcune intercettazioni, la sua compagna ha lamentato il suo mancato rientro e ha indicato in ‘Valter’ la persona da cui dipenderebbe il ritorno.

L’inchiesta è coordinata dal procuratore Francesco Lo Voi e avviata dal pubblico ministero Carlo Villani, ora seguita dal sostituto della Direzione distrettuale antimafia Edoardo De Santis. Proceduralmente, l’accusa è stata ampliata in fasi: prima gli esecutori, poi l’intermediario e infine il presunto mandante. I carabinieri hanno perquisito l’abitazione di Lavitola, sequestrando il suo cellulare e computer; è in corso l’analisi forense dei supporti digitali per trovare elementi utili a chiarire movente e responsabilità.