In Breve
- Qual è l'impatto dell'Ets sul settore chimico?
- L'Ets potrebbe aumentare i costi per il settore chimico fino a 1,5 miliardi di euro all'anno, erodendo gli investimenti.
- Quali sono le principali preoccupazioni delle aziende chimiche?
- Le aziende segnalano la concorrenza cinese, i conflitti internazionali e gli oneri delle politiche Ue come principali rischi.
- Come sta evolvendo la produzione chimica in Italia?
- La produzione chimica in Italia ha già subito una perdita del 13% e si prevede una contrazione nel 2026.
Il settore chimico europeo si trova ad affrontare una sfida significativa a causa dell’aumento previsto dei costi legati all’Emissions Trading System (Ets). Attualmente, il costo per le imprese è di circa 600 milioni di euro, ma si prevede che possa salire fino a 1,5 miliardi di euro all’anno. Questa crescita dei costi rischia di erodere gli investimenti nel settore, costringendo le aziende a rivedere le loro strategie produttive.
Accanto all’Ets, il Carbon Border Adjustment Mechanism (Cbam) si applica principalmente a materie prime e semilavorati ad alta intensità di carbonio, ma non è ancora stato esteso ai prodotti finiti. La complessità di questo meccanismo e le incertezze sulla sua efficacia pongono ulteriori interrogativi sul futuro del settore chimico.
Francesco Buzzella, presidente di Federchimica, ha sottolineato le asimmetrie regolatorie e fiscali che le imprese italiane devono affrontare rispetto ai competitor internazionali. Ha identificato tre aree critiche: la revisione dell’Ets, una politica energetica che garantisca sicurezza e diversificazione, e una strategia industriale per la decarbonizzazione.
Secondo Federchimica, l’attuale costo dell’Ets è equivalente all’intera spesa in ricerca e sviluppo del settore chimico. Un aumento dei costi costringerebbe le imprese a ridurre gli investimenti o a delocalizzare la produzione all’estero. Uno studio commissionato a Roland Berger per Cefic ha rivelato che, tra il 2022 e il 2025, la chiusura di impianti ha già portato a una riduzione del 9% della produzione europea, con un calo degli investimenti nel settore del 90%.
Un’indagine condotta su 100 aziende associate ha mostrato che il 27% di esse prevede di ridurre gli investimenti, mentre il 31% non prevede variazioni e il 23% prevede un aumento degli investimenti. Le priorità di investimento per le aziende includono digitalizzazione (35%), efficienza operativa (47%), ricerca e innovazione (35%), e sostenibilità (10%).
In Italia, il settore chimico ha già registrato una perdita del 13% della produzione rispetto al 2021, con una riduzione della capacità produttiva aumentata di sei volte dal 2022, equivalente a 37 milioni di tonnellate, pari al 9% della capacità produttiva europea. Le previsioni indicano un’ulteriore contrazione della produzione chimica italiana nel 2026 (-3%), con un lieve recupero nel 2027 (+0,5%).
Le aziende segnalano diversi rischi, tra cui il 51% indica la crescente concorrenza cinese, il 43% menziona i conflitti in Ucraina e Medio Oriente, e il 42% cita gli oneri delle politiche europee su sicurezza, salute e ambiente. Inoltre, il 30% delle imprese richiama l’attenzione sulle inefficienze del sistema italiano, che penalizzano ulteriormente la competitività.
Dal punto di vista energetico, i prezzi del gas in Europa sono circa 3,3 volte superiori a quelli statunitensi, con l’Italia che affronta una situazione ancora più critica. L’aumento dei costi energetici rappresenta un doppio onere per le aziende, sia per l’approvvigionamento che per le misure di decarbonizzazione.
Nonostante la necessità di una transizione verso un’industria più sostenibile, le imprese chiedono strumenti che incentivino gli investimenti e una revisione dei meccanismi come l’Ets. È fondamentale proteggere le filiere industriali per evitare la perdita di capacità produttiva e occupazione. Il settore chimico ha già fatto progressi significativi, con una riduzione delle emissioni di gas serra del 70% dal 1990, ma avverte che costi eccessivi potrebbero compromettere la competitività e la sopravvivenza delle imprese.

