In Breve
- Qual è il principale risultato del Settimo Rapporto Assogestioni-Censis sulla previdenza complementare?
- Il rapporto evidenzia una scarsa conoscenza della previdenza complementare tra i lavoratori italiani, nonostante una percezione positiva della sua utilità.
- Qual è la percentuale di lavoratori che conosce bene la previdenza complementare?
- Solo il 28,9% dei lavoratori dichiara di conoscere bene la previdenza complementare.
- Qual è l'età pensionabile desiderata dai lavoratori?
- Il 64,8% dei lavoratori vorrebbe andare in pensione entro i 60 anni.
Il Settimo Rapporto Assogestioni-Censis, presentato recentemente a Roma, offre un’analisi approfondita del rapporto degli italiani con la previdenza complementare. Questa edizione dell’indagine, realizzata dall’associazione italiana del risparmio gestito in collaborazione con il Censis, si inserisce in un contesto di cambiamenti normativi significativi, in particolare alla luce delle novità introdotte dalla Legge di Bilancio 2026, che modifica la normativa in materia dopo oltre trent’anni dalla Riforma Dini del 1995.
La ricerca, condotta su un campione di lavoratori italiani di età compresa tra i 18 e i 50 anni, rivela che, sebbene i lavoratori riconoscano l’importanza della previdenza integrativa, la loro conoscenza in merito rimane limitata. Solo il 28,9% dei partecipanti afferma di conoscere bene la previdenza complementare, mentre il 57,6% ha una conoscenza superficiale e il 13,5% non ne sa nulla.
Nonostante il 76,1% dei lavoratori che conoscono la previdenza complementare la consideri una potenziale soluzione per mantenere o migliorare il proprio tenore di vita da pensionato, i tassi di adesione rimangono sotto il 40%. Questo scarto tra consapevolezza e partecipazione è emblematico di una diffidenza persistente, alimentata da informazioni poco chiare: il 55,8% degli intervistati ha dichiarato di ricevere notizie confuse sul tema, mentre il 18,3% ha ricevuto informazioni false.
Molti lavoratori sembrano rinviare la decisione di aderire a forme di previdenza complementare, con il 45% che afferma di avere altre priorità al momento e il 51,3% che ritiene inutile pianificare la pensione a causa della frequente modifica delle regole.
Le aspettative riguardo alla pensione pubblica sono basse: in media, i lavoratori si aspettano una pensione pari al 48,4% della loro retribuzione. Solo il 24,7% prevede una pensione inferiore al 40%, mentre il 76,6% è convinto che l’aumento dell’età pensionabile non garantirà pensioni adeguate. Inoltre, l’80,3% dei lavoratori teme che i giovani non avranno accesso a pensioni dignitose.
In termini di età pensionabile, il 64,8% dei lavoratori vorrebbe andare in pensione entro i 60 anni, ma l’età media attesa per il pensionamento è di 69 anni, con un significativo scarto di 9 anni rispetto all’età desiderata. Questo divario riflette una realtà complessa, in cui il 67,8% dei più giovani prevede di andare in pensione a 70 anni o oltre.
Un elemento chiave per incentivare l’adesione alla previdenza complementare è la consulenza: il 55% dei lavoratori che conoscono la previdenza afferma che, se supportati da un consulente fidato, sarebbero più propensi a iscriversi. Inoltre, il 55,9% gradirebbe l’assistenza di esperti per comprendere meglio le opportunità e i rischi associati.
Maria Luisa Gota, Presidente di Assogestioni, ha sottolineato l’importanza di questa riforma: “La previdenza complementare è un’occasione concreta per avvicinare più lavoratori al secondo pilastro. È fondamentale una comunicazione efficace per rafforzare l’alfabetizzazione previdenziale, aiutando le persone a comprendere il valore della pianificazione a lungo termine”.
Fabio Galli, Direttore Generale di Assogestioni, ha aggiunto che la previdenza complementare non solo risponde ai bisogni futuri dei lavoratori, ma rappresenta anche un elemento di stabilità per l’intero sistema finanziario, contribuendo allo sviluppo dell’economia reale.
Questi risultati del Settimo Rapporto Assogestioni-Censis offrono spunti importanti per riflettere sulle sfide e le opportunità legate alla previdenza complementare in Italia.

