In Breve
- Qual è il motivo dello scontro tra Carocci e il Campidoglio?
- Carocci denuncia speculazioni e pressioni riguardo al futuro del cinema Metropolitan.
- Cosa ha denunciato Carocci riguardo al cinema Pasquino?
- Ha segnalato lavori senza autorizzazione e la chiusura del locale dopo un esposto.
- Quali sono i temi prioritari per Carocci?
- Ex mercati generali, intrattenimento notturno, regole sull'impatto acustico.
Il fondatore dell’iniziativa Cinema in piazza e leader del Piccolo America, Valerio Carocci, ha recentemente ricostruito in una piazza di Roma i motivi che hanno portato a un acceso scontro con l’amministrazione comunale riguardo al caso del cinema Metropolitan. Carocci ha denunciato un fenomeno di speculazione che minaccia il patrimonio cinematografico della città, trasformando le sale in centri commerciali.
Durante il suo intervento, Carocci ha parlato di minacce e pressioni ricevute, lamentando l’abbandono da parte del Campidoglio e il mancato rispetto degli impegni assunti in campagna elettorale per la tutela delle sale cinematografiche. Ha citato il caso del cinema Pasquino a Trastevere, dove sono stati presentati esposti da deputati per lavori effettuati senza autorizzazione. Questo locale, dopo un nuovo esposto e un accesso agli atti, è stato chiuso il 5 giugno.
Carocci ha rivelato che, dopo un pranzo con un assessore, un gestore del cinema chiuso lo avrebbe minacciato di non farlo vivere tranquillo. Il 10 giugno, due persone avrebbero addirittura sbattuto la faccia di Carocci contro il portone, ripetendogli di «smettere di rompere».
In una lettera indirizzata al sindaco Roberto Gualtieri, Carocci ha chiesto aiuto e un incontro, esprimendo fiducia nel sindaco, che ha definito «una persona per bene», ma denunciando al contempo un ritardo nell’intervento dell’amministrazione.
In merito alla vertenza del Metropolitan, Carocci ha criticato la firma da parte del Comune di un accordo di programma che, secondo lui, consente la conversione per il 95% del cinema in centro commerciale. Ha definito grave la dichiarazione della capogruppo Pd Valeria Baglio, che avrebbe indicato quel modello come replicabile in futuro.
Carocci ha richiamato anche la vicenda normativa e giudiziaria che coinvolge le sale cinematografiche della città, citando modifiche normative e ricorsi. Ha riferito di messaggi ricevuti dal direttore generale di Roma Capitale, Albino Ruperti, che lo avrebbero invitato a non criticare i consiglieri comunali e a rivedere le concessioni.
Nonostante le difficoltà, Carocci ha annunciato la volontà di sospendere le discussioni su liste fino a dopo l’estate, esprimendo l’intenzione di aprire un canale di confronto con il sindaco per definire «un patto per la città di domani». Ha indicato come temi prioritari la questione degli ex mercati generali, l’intrattenimento notturno, le regole sull’impatto acustico e l’ex Fiera di Roma.

