Calzetteria mantovana: tra solidità strutturale e necessità di rilancio

Il distretto della calzetteria mantovana si trova in una fase di assestamento, con opportunità e sfide per il futuro.

Calzetteria mantovana in fase di assestamento

In Breve

Qual è la situazione attuale del distretto della calzetteria mantovana?
Il distretto sta attraversando una fase di assestamento dopo una crescita significativa, con segnali di raffreddamento della domanda.
Come si confrontano i ricavi delle imprese mantovane con la media nazionale?
I ricavi medi per impresa nel distretto sono circa 11 milioni di euro, più del doppio rispetto alla media nazionale di 4 milioni.
Quali sono le prospettive future per il distretto della calzetteria?
Le prospettive sono complesse, con la necessità di integrazione e innovazione per sostenere la competitività.

Il distretto della calzetteria di Castel Goffredo, nel mantovano, sta vivendo un periodo di assestamento dopo un significativo rimbalzo registrato negli ultimi due anni. Secondo i dati del Monitor Distretti di Intesa Sanpaolo, il 2025 ha visto una crescita notevole nell’export, con un incremento di oltre 40 punti. Tuttavia, le recenti rilevazioni evidenziano un raffreddamento della domanda e prospettive meno lineari per il breve termine.

Dal punto di vista strutturale, il distretto si distingue per una solidità superiore rispetto alla media nazionale. I ricavi medi per impresa si attestano intorno agli 11 milioni di euro, più del doppio rispetto alla media italiana di circa 4 milioni. Inoltre, la forza lavoro media per azienda è di circa 60 addetti, contro i 22 della media nazionale. Nonostante ciò, si osserva una contrazione dei ricavi, in linea con il rallentamento del settore fashion a livello globale.

Il rallentamento della domanda è selettivo: le aziende di maggiori dimensioni riescono a mantenere stabilità grazie a una presenza internazionale più ampia, mentre le piccole realtà si trovano più esposte a questa flessione. Il recupero sui mercati europei, in particolare in Germania e Francia, appare disomogeneo e meno prevedibile, mentre il contesto internazionale continua a essere instabile, con una crescente pressione competitiva.

I dati Istat sulle esportazioni del 2025 rivelano che la biancheria intima ha superato i 4,8 miliardi di euro, mentre l’abbigliamento sportivo si è attestato a 1,77 miliardi e la calzetteria a circa 697 milioni. Nei primi tre mesi del 2026, la dinamica rimane positiva, sebbene meno brillante: la biancheria intima è passata da 428 a 498 milioni mensili, l’abbigliamento sportivo da 143 a 174 milioni, mentre la calzetteria si colloca tra 50 e 54 milioni mensili, con un andamento più volatile.

In questo contesto, la dimensione d’impresa, il presidio dei mercati esteri e l’integrazione di filiera emergono come fattori chiave per sostenere la competitività e la capacità di tenuta del distretto. Le dinamiche di M&A, pur senza espansione in termini di volumi, premiano operazioni mirate basate su logiche industriali e progetti di integrazione e sviluppo, suggerendo che la crescita futura possa derivare dalla capacità di aggregazione e dal rafforzamento delle filiere.

Per il distretto mantovano si profila una transizione complessa, in cui coesistono punti di forza consolidati, come le competenze produttive e il radicamento territoriale, e criticità legate alla frammentazione e alla prevalenza di imprese di dimensione media. Il tema della massa critica, insieme a innovazione e accesso al mercato, diventa cruciale.

Fabio Viani, presidente di Confindustria Mantova, sottolinea la necessità di un salto di qualità in termini di dimensione, integrazione e visione strategica, evidenziando l’importanza di una politica industriale di medio periodo per tutelare i distretti manifatturieri. William Gambetti, presidente della sezione Calze, Intimo e Beachwear di Confindustria Moda Mantova, osserva che il mercato è diventato più difficile e meno prevedibile, invitando le aziende a presidiare il mercato, innovare l’offerta e valutare l’aggregazione.

Massimo Bensi, presidente del CSC Centro Servizi Impresa, evidenzia la necessità di strategie operative più industrializzate e di una maggiore collaborazione tra le realtà del territorio. Infine, Samuel Marinelli, Tax Partner di PwC Italia, sottolinea come un’integrazione più forte nella filiera e la capacità di orchestrare l’intera catena del valore siano condizioni rilevanti per competere sui mercati globali e sostenere la crescita.