Giorgia Meloni e Donald Trump: cena a Ankara tra geopolitica e spese NATO

Durante una cena a Ankara, Giorgia Meloni e Donald Trump hanno discusso delle spese NATO e delle relazioni tra Italia e Stati Uniti.

Giorgia Meloni e Donald Trump durante la cena ad Ankara

In Breve

Qual è stato il tema principale della cena tra Meloni e Trump?
Il tema principale è stato il nodo delle spese e degli impegni militari della NATO.
Chi erano i partecipanti alla cena?
Tra i partecipanti c'erano Erdoğan, Trump, Macron, Merz e Starmer.
Qual è l'obiettivo della spesa per la difesa italiana?
L'obiettivo è portare la spesa per la difesa al 5% del PIL entro il 2035.

La premier italiana Giorgia Meloni ha partecipato a una cena di alto profilo ad Ankara, ospitata dal presidente turco Recep Tayyip Erdoğan, dove ha condiviso il tavolo con il presidente americano Donald Trump. L’incontro ha visto la presenza di importanti leader europei, tra cui il cancelliere tedesco Friedrich Merz, il presidente francese Emmanuel Macron e il primo ministro britannico dimissionario Keir Starmer.

Il menù della serata, che ha omaggiato la tradizione culinaria turca, includeva ravioli e baklava, e si è svolto in un’atmosfera definita cordiale. Al termine della cena, Meloni ha dichiarato ai giornalisti che i rapporti tra Italia e Stati Uniti sono “cordiali”.

Durante la cena, i leader hanno affrontato questioni cruciali legate alle spese e agli impegni militari della NATO. In un incontro bilaterale precedente con Erdoğan, Trump aveva espresso preoccupazioni riguardo al contributo degli alleati, menzionando anche il possibile ritiro delle truppe statunitensi dall’Europa e la necessità di “controllare” la Groenlandia. Riguardo a Meloni, Trump ha alternato critiche e complimenti, definendola “una brava persona” ma rimarcando il suo disappunto per la posizione dell’Italia su questioni come l’Iran e lo Stretto di Hormuz.

Le tensioni tra i due leader sembrano derivare da diverse questioni, tra cui la mancata concessione dell’uso delle basi NATO, come quella di Sigonella, per operazioni contro l’Iran, e la decisione dell’Italia di non partecipare al programma PURL (Prioritised Ukraine Requirements List) per l’acquisto di armi statunitensi destinate all’Ucraina.

Nonostante le divergenze, segnali provenienti dal Dipartimento di Stato e dal Pentagono indicano la volontà di continuare la cooperazione su vari dossier. A margine del vertice, il ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani ha avuto un incontro con il segretario di Stato statunitense Marco Rubio, prima della cena dei ministri degli Esteri della NATO, che si è svolta in contemporanea con quella dei capi di Stato e di governo.

La giornata era iniziata con l’accoglienza di Erdoğan e del segretario generale della NATO Mark Rutte, seguita da una foto di gruppo. La riunione plenaria, che ha coinvolto 32 paesi, si è svolta dalle 11:15 alle 14:00.

In questo contesto, l’Italia si presenta al summit con una spesa per la difesa che è aumentata al 2,8% del PIL, rispetto all’1,6% del 2024. Questo incremento è stato principalmente indirizzato verso la sicurezza, con un budget di 15 miliardi di euro (0,71% del PIL) e una spesa “core” in armamenti pari al 2,1%. L’obiettivo dichiarato è di mantenere gli impegni di spesa per la difesa e di raggiungere il 5% entro il 2035.