Allerta per l’inclusione dell’urea nel Cbam: impatti sui costi dei pannelli in legno

Le imprese produttrici di pannelli in legno esprimono preoccupazione per l'inclusione dell'urea nel Cbam, con potenziali aumenti dei costi di produzione.

Pannelli in legno

In Breve

Qual è l'impatto dell'inclusione dell'urea nel Cbam sui costi dei pannelli in legno?
Si prevede un aumento dei costi dei pannelli tra il 10% e il 12% nei primi quattro anni di applicazione.
Da dove proviene la maggior parte dell'urea importata in Italia?
Oltre l'80% delle importazioni italiane di urea proviene da Paesi terzi come Egitto, Algeria e Nigeria.
Qual è la posizione di Assopannelli riguardo all'inclusione dell'urea nel Cbam?
Assopannelli chiede l'esclusione dell'urea dal Cbam e maggiore flessibilità nell'applicazione del regolamento.

Il 6 luglio, la Commissione Envi del Parlamento europeo ha confermato l’inclusione dell’urea tra le materie soggette al Carbon Border Adjustment Mechanism (Cbam). Questo meccanismo dell’Unione Europea introduce oneri sulle importazioni di materie prime e semilavorati ad alta intensità di emissioni di CO2, e la sua applicazione solleva preoccupazioni significative tra le imprese produttrici di pannelli in legno.

L’urea, un derivato del gas naturale, è fondamentale per la produzione di colle utilizzate nei pannelli, e il suo utilizzo si estende anche all’agricoltura, dove rappresenta circa l’85% della domanda. Assopannelli, l’associazione di FederlegnoArredo che rappresenta le imprese del settore, ha espresso preoccupazione per l’impatto che questa decisione avrà sulla competitività delle filiere del pannello e dell’intero comparto legno-arredo.

Il presidente di Assopannelli, Fantoni, ha sottolineato l’importanza strategica dell’urea, evidenziando che essa incide per circa il 43% dei costi diretti di produzione dei pannelli. Con l’obbligo di acquisto dei certificati Cbam previsto per gennaio 2026, si stima che il costo dell’urea potrebbe aumentare di 40-60 euro per tonnellata, portando a un incremento dei costi dei pannelli tra il 10% e il 12% nei primi quattro anni di applicazione.

La situazione è ulteriormente complicata dalle fluttuazioni del prezzo dell’urea, che in alcune fasi ha raggiunto quasi i 900 dollari per tonnellata. Inoltre, l’Europa è fortemente dipendente dalle importazioni di urea: nel 2023, oltre l’80% delle importazioni italiane proveniva da Paesi terzi come Egitto, Algeria e Nigeria, mentre la quota proveniente dall’Unione Europea è rimasta sotto il 20%.

In questo contesto, Assopannelli chiede maggiore pragmatismo e flessibilità nell’applicazione del regolamento, proponendo meccanismi di sospensione temporanea in circostanze eccezionali e l’esclusione dell’urea dal Cbam. La richiesta è di garantire la competitività del settore legno-arredo, che potrebbe subire gravi conseguenze economiche se non si trovano soluzioni adeguate.