In Breve
- Qual è stato l'esito del voto sull'emendamento sulle preferenze?
- L'emendamento è stato bocciato con 233 voti contrari e 139 favorevoli.
- Quali partiti hanno chiesto la convocazione della conferenza dei capigruppo?
- M5S, Pd, Avs, +Europa e Italia Viva.
- Cosa hanno denunciato i rappresentanti di Futuro Nazionale dopo il voto?
- Hanno esposto cartelloni con messaggi contro il dominio dei partiti.
La Camera dei Deputati ha respinto, con un voto a scrutinio segreto, l’emendamento proposto da Futuro Nazionale riguardante l’introduzione delle preferenze nella legge elettorale. I risultati del voto hanno visto 233 deputati contrari e 139 favorevoli.
Subito dopo il voto, i rappresentanti di Futuro Nazionale hanno manifestato il loro dissenso esponendo in Aula cartelloni con le frasi “Partiti padroni? No! Cittadini sovrani” e “Io voto, io scelgo!”. Questa manifestazione evidenzia il forte malcontento all’interno del partito e la richiesta di maggiore partecipazione da parte dei cittadini nelle scelte politiche.
In seguito alla bocciatura dell’emendamento, i gruppi di opposizione, tra cui il Movimento 5 Stelle (M5S), il Partito Democratico (Pd), Alleanza Verdi e Sinistra (Avs), +Europa e Italia Viva, hanno chiesto la convocazione immediata della conferenza dei capigruppo. Riccardo Ricciardi, capogruppo del M5S alla Camera, ha commentato il voto sottolineando la formazione di una nuova minoranza di governo composta da Futuro Nazionale e Fratelli d’Italia. Ha inoltre affermato che alcuni deputati hanno votato pubblicamente a favore dell’emendamento, mentre Lega e Forza Italia sembrano essere escluse dalla compagine di governo.
Chiara Braga, capogruppo del Pd, ha dichiarato che “si è costituita una maggioranza di destra-destra” e ha esortato a fermare questa deriva, affermando che l’attuale maggioranza non esiste più. Luana Zanella di Avs ha denunciato il tentativo di Fratelli d’Italia di utilizzare il “gruppetto Vannacci” come supporto per un governo in crisi.
Riccardo Magi di +Europa e Davide Faraone di Italia Viva hanno concordato nel definire l’accaduto un significativo evento politico, evidenziando le tensioni interne alla maggioranza e le possibili ripercussioni sul futuro della legislazione elettorale.

