In Breve
- Qual è l'obiettivo dell'accordo del 23 giugno?
- Definire la presenza dei medici di medicina generale nelle Case della Comunità.
- Qual è il nuovo compenso per i medici?
- Il compenso omnicomprensivo è di 38,72 € l'ora.
- Chi ha firmato l'accordo?
- L'accordo è stato firmato da SISAC, FIMMG e FMT.
Il 23 giugno 2026, un’importante Ipotesi di accordo collettivo nazionale è stata sottoscritta presso la SISAC, integrando l’Accordo Collettivo Nazionale (ACN) e definendo la presenza dei medici di medicina generale all’interno delle Case della Comunità. Questo sviluppo segna un passo significativo nel percorso di riforma del sistema sanitario italiano.
Il processo negoziale ha avuto un andamento rapido: il 15 gennaio era già stato firmato un ACN integrativo, seguito dall’approvazione dell’Atto di indirizzo da parte del Comitato di settore Regioni-Sanità il 16 giugno. Il tavolo negoziale è stato convocato il 22 giugno e, infine, il 26 giugno, la Conferenza Stato-Regioni ha espresso parere favorevole sul testo della Preintesa.
Tuttavia, la procedura è stata considerata atipica, poiché sono mancati il parere del Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF) e l’assenso formale del Governo. Inoltre, il deposito della Corte dei Conti del 23 giugno riguarda una deliberazione di controllo, senza costituire una certificazione immediata sulla compatibilità dei costi dell’Accordo integrativo.
La Preintesa è sostenuta da un’intesa politica con il ministro della Salute e il presidente della Conferenza delle Regioni. Essa fissa come scadenza il 30 settembre 2026 per la predisposizione dell’Atto di indirizzo per il rinnovo dell’ACN per il triennio 2025-2027, che probabilmente recepirà l’Ipotesi del 23 giugno.
Il testo dell’Accordo, composto da quattro articoli, è stato firmato da SISAC, FIMMG e FMT, mentre SMI e SNAMI non hanno sottoscritto il documento. Le sigle firmatarie rappresentano oltre il 70% del tavolo negoziale, con il 64,91% e il 5,57% rispettivamente, mentre le altre due forze trattative pesano il 18,34% e il 9,05%.
Le principali disposizioni operative prevedono la modifica dell’ACN del 15 gennaio 2026 per disciplinare la presenza dei medici nelle Case della Comunità. Tra le novità, si segnala la rimozione delle definizioni hub e spoke e l’introduzione di un compenso omnicomprensivo di 38,72 € l’ora, stabilito a livello nazionale e non negoziabile a livello territoriale. Le Regioni possono prevedere integrazioni economiche solo per funzioni specifiche.
In precedenza, il compenso previsto era di 13,62 € l’ora. Per confronto, un’ora di prestazioni aggiuntive di infermieri e tecnici sanitari dipendenti è valorizzata a 50 €.
Per i medici a ciclo di scelta che non abbiano accettato il completamento dell’impegno settimanale, sono previste fino a 6 ore settimanali, dal lunedì al venerdì tra le 8 e le 20, con la possibilità di concordare differenti articolazioni orarie. Questa presenza non è più su base volontaria né determinata unilateralmente dall’Azienda di appartenenza.
Restano aperte osservazioni sulla coerenza dell’impianto con il principio della libera scelta del medico di fiducia, previsto dalla legge 833/1978, e con l’esperienza pregressa delle aggregazioni funzionali territoriali, che avevano già sollevato questioni analoghe.

