Nike chiude il trimestre con ricavi superiori alle attese, ma l’outlook rimane cauto

Nike ha registrato ricavi superiori alle attese nel trimestre, ma prevede una flessione futura a causa di incertezze macroeconomiche.

Logo di Nike con sfondo sportivo

In Breve

Quali sono i ricavi di Nike nell'ultimo trimestre?
Nike ha registrato ricavi di 10,97 miliardi di dollari, superiori alle attese.
Qual è l'outlook di Nike per i prossimi mesi?
Nike prevede una flessione dei ricavi a causa di domanda debole e incertezze macroeconomiche.
Cosa sta facendo Nike per affrontare la situazione attuale?
Nike sta riducendo ordini e gestendo le scorte in modo più rigoroso.

Nike ha concluso l’ultimo trimestre dell’esercizio 2025-2026 con risultati finanziari superiori alle aspettative, registrando ricavi per 10,97 miliardi di dollari, rispetto alle previsioni di 10,86 miliardi. Tuttavia, l’azienda ha adottato un outlook prudente, prevedendo una flessione dei ricavi nei prossimi mesi a causa di una domanda debole e di incertezze macroeconomiche.

Nel complesso, l’esercizio ha visto ricavi totali di 46,4 miliardi di dollari, stabili rispetto all’anno precedente a cambi correnti, ma in calo del 2% a parità di tassi di cambio. Le vendite wholesale sono aumentate a 27,5 miliardi di dollari (+6% su base riportata), mentre Nike Direct ha registrato un calo a 17,7 miliardi di dollari (-6% riportato), influenzato da un indebolimento delle vendite digitali e dei negozi diretti.

Il margine lordo è cresciuto di 20 punti base, raggiungendo il 42,9%, ma l’utile netto è sceso a 3,1 miliardi di dollari (-3%) e l’utile diluito per azione a 2,10 dollari (-3%). La società ha avvertito che la debolezza della domanda continuerà a influenzare i conti almeno nei prossimi sei mesi e non prevede un miglioramento significativo nel breve periodo.

Nike prevede ora una flessione dei ricavi compresa tra il basso e il medio singolo percentuale, attribuendo l’impatto a fattori come la maggiore attività promozionale digitale in EMEA l’anno precedente e la diversa tempistica delle spedizioni wholesale in Nord America. Per affrontare questa situazione, l’azienda sta riducendo gli ordini e gestendo le scorte in modo più rigoroso, misure che potrebbero moderare i ricavi ma contribuire a migliorare i margini lordi.

Il CEO Elliott Hill ha sottolineato gli interventi strutturali avviati per rafforzare la strategia “Sport Offense”, ponendo l’accento su innovazione di prodotto e riposizionamento verso sport principali come calcio e running. Inoltre, è previsto un reset della strategia in Greater China per adattare l’offerta ai gusti locali, in un mercato che ha visto una diminuzione dei ricavi del 12% su base annua.

Il portafoglio marchi di Nike mostra criticità, in particolare per Converse, il cui fatturato trimestrale è crollato del 32%, portando le vendite annuali ai livelli più bassi dal 2011. Alcuni analisti hanno interpretato il trasferimento della star del basket Shai Gilgeous-Alexander al marchio principale come un possibile segnale di una futura dismissione di Converse.

Tra i fattori che pesano sulle prospettive di Nike vi sono lo smaltimento delle eccedenze di magazzino, la concorrenza dei brand locali e le pressioni sui consumatori che penalizzano l’abbigliamento sportivo. In vista dei prossimi Mondiali di calcio, Nike ha incrementato gli investimenti di marketing per cercare di rafforzare la propria posizione sul mercato.

Infine, sul fronte della governance, il CFO Matt Friend lascerà la società il 4 settembre, mentre David Denton, attuale direttore finanziario di Pfizer, assumerà la carica di chief financial officer da agosto.