Il Pontefice esorta la Fraternità San Pio X a rinunciare alle ordinazioni episcopali

Il Pontefice ha lanciato un appello alla Fraternità San Pio X per rinunciare alle ordinazioni episcopali, evidenziando i rischi di uno scisma.

Appello del Pontefice alla Fraternità San Pio X

In Breve

Qual è l'appello del Pontefice alla Fraternità San Pio X?
Il Pontefice ha esortato la Fraternità a rinunciare alle ordinazioni episcopali per evitare uno scisma.
Quando sono previste le ordinazioni episcopali?
Le ordinazioni episcopali sono previste per il 1° luglio a Ecône, in Svizzera.
Chi ha fondato la Fraternità San Pio X?
La Fraternità è stata fondata nel 1970 da monsignor Marcel Lefebvre.

Il Pontefice ha rivolto un appello ai membri della Fraternità Sacerdotale San Pio X affinché rinuncino alle ordinazioni episcopali previste per il 1° luglio a Ecône, in Svizzera. Il Papa ha sottolineato che un atto scismatico priverebbe i fedeli della ricezione lecita e, in taluni casi, anche valida dei sacramenti. Nonostante l’appello, la Fraternità ha confermato la sua intenzione di procedere con le consacrazioni.

La Fraternità Sacerdotale San Pio X, fondata nel 1970 da monsignor Marcel Lefebvre, conta attualmente circa 720 sacerdoti, circa 700 chiese e quasi mezzo milione di fedeli nel mondo. La sua creazione è stata motivata dalla necessità di una formazione sacerdotale tradizionale e dalla volontà di preservare la liturgia secondo il Messale del 1962, rispondendo così a una domanda di formazione precedente al Concilio Vaticano II. Inizialmente, la Fraternità ricevette un riconoscimento canonico come pia unio dal vescovo di Friburgo, François Charrière.

Tuttavia, negli anni Settanta, il rapporto con la Santa Sede si deteriorò. Nel 1975, il riconoscimento canonico fu revocato e l’istituzione fu soppressa. Nel 1976, Lefebvre ordinò sacerdoti nonostante il divieto, venendo sospeso a divinis. Un punto cruciale nella storia della Fraternità si verificò nel 1988, quando Lefebvre consacrò quattro vescovi, un gesto che Papa San Giovanni Paolo II definì un atto scismatico, sanzionato con la scomunica automatica prevista dal diritto canonico.

Nonostante la morte di Lefebvre nel 1991, la Fraternità ha continuato le sue attività. Negli anni successivi, la Santa Sede ha compiuto gesti di apertura, come il motu proprio Summorum Pontificum del 2007, che ha liberalizzato l’uso della messa tradizionale latina. Nel 2009, le scomuniche contro i quattro vescovi lefebvriani furono revocate. Durante il pontificato successivo, ai sacerdoti della Fraternità furono concesse facoltà per l’amministrazione delle confessioni durante il Giubileo straordinario della Misericordia, prorogate stabilmente, e furono previste modalità per il riconoscimento di alcuni matrimoni celebrati da sacerdoti della Fraternità.

Dopo l’annuncio delle nuove consacrazioni, il confronto tra la Fraternità e la Santa Sede è ripreso. Il Pontefice, parlando a Castel Gandolfo, ha affermato che “per la Chiesa la divisione è un punto doloroso” e ha aggiunto che, se la Fraternità non accetta alcuni elementi fondamentali della Chiesa, “noi dobbiamo andare avanti”. Il Superiore Generale della San Pio X, don Davide Pagliarani, ha risposto ringraziando per la sollecitudine paterna, senza annunciare un passo indietro, e ha espresso il desiderio di incontrare il Pontefice per manifestare la volontà di servire la Chiesa, chiedendo di considerare l’autenticità di tale intenzione: “Non è troppo tardi”.

I presunti vescovi che dovrebbero essere ordinati includono don Pascal Schreiber (svizzero), don Michael Goldade (statunitense), don Michel Poinsinet de Sivry (francese) e don Marc Hanappier (francese). La Fraternità San Pio X è attiva in cinque continenti e dispone anche di un ramo di Fratelli Religiosi e di Suore Oblate che assistono i sacerdoti nelle varie comunità.