In Breve
- Quanti posti di lavoro Volkswagen prevede di tagliare?
- Fino a 100.000 posti di lavoro a livello globale entro il 2030.
- Quali stabilimenti sono a rischio di chiusura?
- Hannover, Zwickau, Emden e Neckarsulm.
- Qual è l'obiettivo di riduzione dei costi di Volkswagen?
- Comprimere i costi fissi per 11 miliardi di euro entro il 2030.
Volkswagen, uno dei principali produttori automobilistici al mondo, sta considerando un piano di riorganizzazione che potrebbe portare alla riduzione di fino a 100.000 posti di lavoro nei prossimi anni. Questa cifra raddoppia rispetto alle 50.000 uscite già annunciate a marzo dall’amministratore delegato Oliver Blume, con un termine indicato per il 2030.
Il piano, che sarà presentato al consiglio di gestione e discusso dal consiglio di sorveglianza il 9 luglio, mira a comprimere i costi fissi per 11 miliardi di euro entro il 2030. Inoltre, Volkswagen prevede di ridurre gli investimenti di circa il 15% nei prossimi cinque anni, portandoli a 130 miliardi di euro. Attualmente, il gruppo impiega circa 657.000 persone in tutto il mondo.
Quattro stabilimenti sono stati identificati come a rischio chiusura: tre impianti Volkswagen situati a Hannover, Zwickau ed Emden, e lo stabilimento Audi di Neckarsulm. Queste decisioni si inseriscono in un contesto di trasformazione tecnologica e competitiva, influenzato dalla transizione verso i veicoli elettrici, dalla crescente concorrenza cinese e dal rallentamento della domanda nel mercato europeo.
Nel 2025, gli utili netti del gruppo sono scesi a 6,9 miliardi di euro, quasi la metà rispetto all’anno precedente. Questo calo è stato accompagnato dalla perdita di quote di mercato in Cina a favore di produttori locali come BYD e Geely. Nel primo trimestre del 2026, le vendite in Cina sono diminuite del 15%, mentre negli Stati Uniti il calo è stato del 20%, anche a causa dei dazi commerciali.
Tuttavia, la riorganizzazione non sarà priva di sfide. Vincoli contrattuali e la presenza di forti rappresentanze sindacali, inclusi accordi di tutela dell’occupazione in Germania validi almeno fino al 2030, potrebbero influenzare i tempi e le modalità di eventuali interventi sugli stabilimenti.
Un portavoce dell’azienda ha dichiarato che i temi sono attualmente allo studio degli organi competenti e che non è possibile anticipare l’esito del processo. Ha inoltre sottolineato che l’intero gruppo, inclusi marchi e controllate, deve affrontare una profonda trasformazione per rimanere competitivo nel mercato globale.

